Mario Giacomelli

Mario Giacomelli

Mario Giacomelli

Mario Giacomelli

Mario Giacomelli ha messo in piedi una visione personalissima di un lontano e mitico mondo rurale. Un viaggio ancestrale ed evocativo in luoghi perduti nella nostra memoria, una fotografia di meditazione ed estemporanea allo stesso tempo.
Fu sempre grande la sua attenzione nei confronti del paesaggio. Ben presto esso divenne lo spazio del pensiero ed il luogo della meditazione. Nel viaggio verso la riscoperta della terra, come un piccolo uomo alla riscoperta dell’umanità, Mario Giacomelli diede il massimo della sua capacità di narrazione evocativa, regalando allo spettatore un mondo ricco di vita, sempre minacciato dalla presenza della morte, una morte palpabile ed unica nel suo genere visivo, una morte naturale e immaginaria che venne raffigurata nella rappresentazione di alberi vecchi, morti, antichi come antichi erano quegli anziani dell’ospizio di Senigallia. Le immagini e le fotografie di Giacomelli rappresentarono uno specchio su delle realtà prima di tutto interiori, poi umane e, in terzo luogo, sociali.

Mario Giacomelli

Le fotografie appaiono proprio come sogni, surreali momenti interiori che dalla realtà traggono solo l’estetica narrativa, ma che nella realizzazione, nella presentazione al pubblico, nello stile, nella tecnica sono finestre sull’io del fotografo. La fotografia di Giacomelli fu una narrazione costante, non creò semplici immagini, creò racconti, storie di vita, di una vita reale interpretata all’interno di schemi psicologici ben precisi. Questi erano: la poesia, l’amore, la paura, i ricordi dell’infanzia, la sensibilità per un’estetica fotografica fatta di meditazione, di stasi, di una quiete che in certi momenti sembrava angoscia, sembrava la trasposizione di sentimenti forti come la vita e la morte, la solitudine. Tra il 1957 e il 1959 Mario Giacomelli realizzava il racconto su Scanno, “…un paese di favola, di gente semplice, dove per la via principale trovi le mucche, le galline, anche persone… E’ bello anche il contrasto tra le strade bianche e il contrasto di donne e di uomini con mantelli scuri” come osserva Ennery Taramelli in Viaggio nell’Italia del Neorealismo.

Mario Giacomelli

Tecnicamente il lavoro si presenta come una registrazione di attimi rubati alla vita comune del paese. Giacomelli espresse al massimo il suo poco considerare l’inquadratura, la messa a fuoco, la perfezione tecnica di ripresa. Si concentrò sulla realtà, sulla gente, sulla campagna, sul lavoro. Diede vita a delle foto probabilmente lontane dalla purezza estetica ma cariche di un senso del reale e della vita raro nei fotografi a lui contemporanei. Anche in quell’esperienza apparve chiaro che la poetica del fotografo si mosse su linee ideali ben precise. Rinunciando all’estetica Giacomelli presentò quelle immagini come il frutto del suo spirito e come la rappresentazione intima delle sue sensazioni ed emozioni.
In queste immagini la fotografia si spoglia del suo essere documentazione diventando elemento di riflessione, il concepimento di una realtà interiore o di una realtà esterna filtrata dalla sensibilità dell’autore. Le figure cessano di essere persone diventando fantasmi.

Mario Giacomelli

Sembrano aggirarsi lentamente in un ambiente surreale, sembrano vivere in una realtà che non è realtà ma costruzione mentale dell’io del fotografo. Quelle figure solitarie sembrano ricordare le suggestioni di quella morte lenta presente nell’ospizio di Senigallia. Sembrano quei vecchi che usciti da quella prigione si aggirano silenziosi per le strade del paese, come se volessero seguire il fotografo, perseguitarlo, diventarne il soggetto primo di ogni sua immagine. Angoscia, senso di morte, oscurità psicologica, purezza. Tutti elementi che coincidono con le foto di Scanno e di quelle foto ne diventano l’ossatura, la testimonianza concreta di un bisogno di fotografare per esorcizzare prima di tutto le proprie paure, i propri ricordi e, poi, per documentare. Scanno è stato un non-documento del Mezzogiorno, è stata la visione di un uomo e lo sfogo di un bambino scosso nella mente dai ricordi di figure scure e oscure. Ha rappresentato un intimo inno alla solitudine esistenziale.

Mario Giacomelli

http://www.mariogiacomelli.it

http://www.ilpost.it/2016/05/18/mostra-foto-di-mario-giacomelli/

Maraini Fosco

Maraini Fosco

Maraini Fosco

Maraini Fosco

Maraini Fosco Nacque a Firenze, il 15 nov. 1912, da Antonio, affermato scultore, e da Yoi Pawlowska Crosse, inglese di origine polacca, vissuta da bambina in Ungheria, scrittrice di novelle e racconti di viaggio. Fin dal bilinguismo familiare, già nella prima infanzia, l’esistenza del M. fu caratterizzata da una molteplicità di abitudini, tradizioni, orizzonti culturali anche in marcato contrasto percepiti con naturale curiosità. Non minore importanza del raffinato ambiente anglo-fiorentino frequentato dai genitori, ebbe, tuttavia – qual riferimento non privo di forte contenuto morale -, un terzo affascinante “mondo”: quello della famiglia del mezzadro della fattoria paterna alle porte di Firenze, personaggio dalle “dimensioni interiori di contadino mediceo” Dopo un’istruzione prevalentemente casalinga, il M. frequentò i primi anni del ginnasio alle Scuole pie fiorentine tenute dagli scolopi, poi per tre anni un collegio a Zugerberg, in Svizzera, e infine il liceo classico Dante Alighieri di Firenze. La sua vera formazione avvenne, tuttavia, grazie a personaggi con cui entrò in contatto fuori della scuola: primi fra tutti, il poliedrico artista, legato al futurismo, E. Michahelles (in arte Thayaht) e il filologo classico G. Pasquali. Gli interessi culturali del M. convivevano e s’intrecciavano con il desiderio di avventura e con l’attrazione per il mondo naturale che furono all’origine, in particolare, della passione per la montagna, sviluppata insieme con gli amici di gioventù. Associatosi al Club alpino italiano (CAI), partecipò a gite sci-alpinistiche sull’Appennino tosco-emiliano e poi sulle Dolomiti, dove ebbe occasione di accompagnarsi anche a grandi scalatori come T. Piaz ed E. Comici.

Maraini Fosco

Nel 1934 pubblicò una Guida dell’Abetone per lo sciatore (Firenze 1934) e, al momento della leva, scelse quasi naturalmente di entrare negli alpini. Altro grande interesse del M., già dall’adolescenza, fu la fotografia. Nel 1932 espose per la prima volta alla Mostra nazionale di fotografia futurista (Trieste, Sala della Permanente del Sindacato belle arti, 1-17 aprile); nel 1936 vinse il primo premio nel concorso nazionale Ferrania. Nel 1932 aveva conosciuto Topazia Alliata di Salaparuta, di passaggio a Firenze, erede di una nobile famiglia siciliana, pittrice e appassionata d’arte, con la quale instaurò subito un forte legame che lo portò a visitare e conoscere la Sicilia, per lui primo esempio di mondo “periferico” ed esotico, intriso di mistero. Nel 1934 il M. ebbe modo di allargare ulteriormente il suo orizzonte nel Mediterraneo e nel vicino Oriente partecipando, come insegnante di inglese dei cadetti dell’Accademia di Livorno, alla crociera del veliero “Amerigo Vespucci”, nel corso della quale poté visitare Alessandria, Beirut, Damasco, Balbek, Tiro, Nicosia e Atene; da questo viaggio nacque il reportage Vacanze di fotografo a bordo d’un veliero apparso in Il Progresso fotografico nell’autunno del 1938, dopo essersi laureato in scienze naturali all’Università di Firenze, il M. accettò una borsa di studio per il Giappone offertagli da un ente governativo, il Kokusai Gakuyu Kai (Associazione internazionale dello studente), e si trasferì con la famiglia a Sapporo, nell’isola di Hokkaido.

Maraini Fosco

Dopo l’8 sett. 1943, avendo rifiutato, con la moglie, di aderire alla Repubblica sociale italiana, fu internato come “nemico”, insieme con le tre figlie, in un campo di concentramento a Nagoya in cui la famiglia rimase fino alla resa del Giappone (15 ag. 1945), sottoposta a privazioni e angherie. Nel Giappone sconfitto e devastato dai bombardamenti, il M. trovò lavoro come interprete dell’8ª armata statunitense. Nel maggio 1946 i Maraini iniziarono il lungo viaggio di rientro in Italia; raggiunsero dapprima Firenze, ma decisero infine di trasferirsi a Bagheria, presso Palermo, nella villa degli Alliata, dove arrivarono nel settembre dello stesso anno. Nel 1947, per conto dell’istituzione statunitense Dumbarton Oaks Research Library, il M. si dedicò al rilievo fotografico sistematico di tutti i mosaici normanni in Sicilia: un’occasione per l’approfondimento della sua conoscenza dell’isola.

Maraini Fosco

L’anno successivo, spinto ancora dal desiderio di “andare a vedere” diversi modi di pensare e civiltà, fu nuovamente in Tibet con Tucci; l’esperienza di questo e del precedente viaggio venne, appunto, raccolta in Segreto Tibet. Per il M. la fotografia era ormai diventata uno strumento di indagine da affiancarsi paritariamente alla scrittura, in un tutto unitario di immagini e parole. Com’egli stesso ebbe modo di confessare, la fotografia intesa come “arte in sé” lo aveva sempre lasciato insoddisfatto. Preferì considerarla solo come uno dei mezzi a sua disposizione per cogliere l’essenza di fatti, civiltà e persone (ibid., p. 262), ma consapevole delle sue potenzialità: ché attraverso l’interpretazione fotografica è possibile, per un verso, arrestare la storia, “congelando” una realtà destinata a trasformarsi o a scomparire, e per l’altro, cogliere i più intimi segreti del “presente vivente”.

http://www.vieusseux.it/vieusseux-asia/biografia-fosco-maraini.html

Daniele Tamagni

Daniele Tamagni

Daniele Tamagni

Daniele Tamagni

photographer

 

IT – Daniele Tamagni è un fotografo free-lance italiano. Nel 2007 ha vinto il premio Canon del Giovani Fotografi con un progetto sulle dandy congolesi, “Sapeurs di Brazzaville.” Ha pubblicato un libro nel 2009 dal titolo: “Signori di Bacongo.” Il designer Paul Smith, che ha scritto la prefazione, trovò ispirazione per la sua collezione P / e 2010, e nel 2010, ha vinto il premio ICP INFINITY  nella categoria della moda. Successivamente si è recato in Bolivia per un progetto sulle donne lottatrici, vincendo il World Press Photo nella categoria Arte e intrattenimento nel 2011. Tra il 2001 e il 2013 Tamagni ha continuato ad esplorare le tendenze streetstyle e l’estetica di trasformazione in contesti diversi con l’obiettivo di pubblicare un libro “Global Style Battaglie” che includerà tutti questi progetti. Meanhwile ha alternato il suo lavoro personale con incarichi commerciali ed editoriali. Ha preso le immagini di Solange Knowles per il suo video Losing You ispirato al suo libro Signori di Bacongo nel 2012 e di recente ha girato la copertina per Rolling Stones SA del cantante Nakhane Toure. Ha pubblicato libri per le fondazioni corporate e: “Kami La missione dell’Energia” per TERNA e COOPI 2010; “Passaggio in Rajasthan” per UN VISTA Luxottica fondazione 2012; un progetto di libro per Ecopneus   lanciato nel 2014

 

EN – Daniele Tamagni is a freelance photographer from Italy. In 2007 he won the Canon Young Photographer Award with a project about the Congolese dandys, “Sapeurs of Brazzaville.” He published a book in 2009 titled, “Gentlemen of Bacongo.” The designer Paul Smith, who wrote the preface, found inspiration for his S/S 2010 collection, and in 2010, Tamagni won the ICP INFINITY AWARD in the fashion category. He then travelled to Bolivia for a project on women wrestlers, winning the World Press Photo in Arts & Entertainment category in 2011.
Between 2001 and 2013 Tamagni has continued to explore streetstyle trends and the aesthetic of transformation in different contexts with the aim to publish a book “Global Style Battles” that will include all these projects. Meanhwile he alternated his personal work with commercial and editorial assignments. He took pictures of Solange Knowles for his video Losing You inspired to his book Gentlemen of Bacongo in 2012 and recently he shot the cover for Rolling Stones SA of singer Nakhane Toure. He published books for corporate and foundations :“ Kami la missione dell’energia” for TERNA and COOPI 2010 ; “ Passage to Rajasthan” for ONE SIGHT Luxottica foundation 2012;  a book  project for Ecopneus  launched  in 2014

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Henrik Knudsen

Henrik Knudsen

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photographer

IT – Henrik è nato in Danimarca, ha studiato informatica e matematica per poi iniziare a fare  fotografia. Ora divide il suo tempo tra Londra ed il lavoro professionale di New York. Henrik abitualmente si appoggia su contenuti narrativi ed e sempre più influenzata dal mondo cinematografico. Quando non sta lavorando su commissioni editoriali e pubblicitarie, Henrik viaggia ampiamente, lavorando su progetti fotografici personali. I progetti recenti lo hanno portato in tutta Europa per poi tornare nella natia Danimarca.

EN – Henrik was born in Denmark and studied computer science and mathematics before taking up photography. He now divides his professional time between London and New York.Henrik’s work often has a narrative content and is increasingly influenced by film and cinema. When he is not working on editorial and advertising commissions, Henrik travels widely, working on personal photographic projects. Recent projects have taken him all over Europe and back to his native Denmark.

UK representation:
Burnham Niker
Unit 8, Canonbury Yard
190A-192A New North Road
London N1 7BJ
United Kingdom
Tel: +44 207 704 6565
Email: katy@burnham-niker.com

US representation:
Henrik Knudsen Studio
Tel: +1 518 947 8322
Email: info@henrikknudsen.com

 

 

http://www.henrikknudsen.com/

Henrik Knudsen

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photographer

GMB AKASH

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photographer

 

Autobiography

EN – I have received more than 80 international awards and my work has been featured in over 90 major, international publications including: National Geographic, Vogue,Time, Sunday Times, Newsweek, Geo, Stern, Der Spiegel, The Fader, Brand Ein, The Guardian, Marie Claire, Colors, The Economist, The New Internationalist, Kontinente, Amnesty Journal, Courier International, PDN, Die Zeit, Days Japan, Hello, andSunday Telegraph of London. In 2002 I became the first Bangladeshi to be selected for the World Press Photo Joop Swart Masterclass in the Netherlands. In 2004 I received the Young Reporters Award from the Scope Photo Festival in Paris — once again, the first Bangladeshi to receive this honour. In 2005 I was awarded “Best of Show” at the Center for Fine Art Photography’s international competition in Colorado, USA. And in 2006 I was awarded World Press Photo award and released my premier book “First Light”. In 2007 I became the first Bangladeshi to be selected for the 30 Emerging Photographers (PDN 30), sponsored by Photo District News Magazine, USA. I won the 7th Vevey International Photography Grant from Switzerland in 2009 and in the same year, I took home the international ‘Travel photographer of the Year” title at the International Travel Photographer of the Year Competition (TPOY 2009) in the UK, the most prestigious award in travel photography. I was one of the speakers in the fifth Global Investigative Journalism Conference, held at Lillehammer, Norway in 2008 and as well I was the first Bangladeshi in Ted talk at TEDxOporto 2011, in Portugal. I was one of the speaker of “7th Forum of Emerging Leaders in Asian Journalism”, Yogyakarta / Indonesia”. In 2011 Nikon has selected me as one of the 8 influencers in Asia pacific (APAC region). Presentation of my 10 years project published as form of book ‘Survivors’ in 2012, which has reviewed by prestigious Geo magazine. I performed as Jury in several international photo contest such as Friends of the Earth International Photo Competition (The Netherlands), The Worldwide photography Gala Award ( UK),Garuda Indonesia World Photo Contest 2014, (Indonesia), Fine Art Photography Award, UK, Siena International Photography Awards – SIPA, (Italy) and many more. I founded the FIRST LIGHT INSTITUTE OF PHOTOGRAPHY in Narayangonj (near Dhaka), Bangladesh in August, 2013. Along with guest master photographers, I am teaching photography in workshops and seminars for aspiring young photographers at reasonable tuition. The proceeds from this are to help achieve my ultimate objective of providing basic education for street children, child sex workers, and child laborers. I started studying this art and techniques, firstly in Bangladesh and then continued my studies in the Philippines at Ateneo de Manila University did my Diploma in Multimedia Journalism. Growing up in a developing country filled with millions of impoverished people and abused children, I had access to the darkest corners of the world. Overwhelmed with compassion and empathy for those people in my photographs, I was determined to give a voice to the voiceless and have it heard around the world. However, at one point I realized that just effectively reporting the human rights injustices through my images was not enough. I repeatedly asked myself then; what changes have my photos brought to the lives of my subjects of abuse and suffering? I knew that as a photojournalist that it was my duty to tell the truth but besides that, as a human being I believed that it was my moral duty to find ways to alleviate the pain of abuse and poverty of those people in my photographs. It was at that time that I decided to dedicate myself to what became more than 10 years of my life to photographing ‘Survivors’. This resulted in a self-published photography book depicting the invincibility of the human spirit to survive against all odds. The proceeds from the book and subsequent exhibitions go to helping the subjects in that book set up small businesses for which I train them and monitor their progress in order to make them and their families self-sufficient. ( GMB AKASH )

Autobiografia

 

IT – Ho ricevuto più di 80 premi internazionali e il mio lavoro è stato descritto in oltre 90 importanti pubblicazioni internazionali, tra cui: National Geographic, Vogue, Tempo, Domenica Times, Newsweek, Geo, Stern, Der Spiegel, The Fader, marca Ein, The Guardian, Marie Claire, colori, The Economist, The New Internationalist, Kontinente, Amnesty Journal, Courier International, PDN, Die Zeit, Days Japan, Ciao, andSunday Telegraph di Londra. Nel 2002 sono diventato il primo del Bangladesh ad essere selezionato per il World Press Photo Joop Swart Masterclass nei Paesi Bassi. Nel 2004 ho ricevuto il Premio Giovani Reporter dal campo di applicazione Photo Festival a Parigi – ancora una volta, il primo del Bangladesh a ricevere questo onore. Nel 2005 mi è stato assegnato “Best of Show” presso il centro per la competizione internazionale di Fine Art Photography in Colorado, USA. E nel 2006 mi è stato assegnato premio World Press Photo e pubblicato il mio libro premier “First Light”. Nel 2007 sono diventato il primo del Bangladesh per essere selezionato per i 30 fotografi emergenti (PDN 30), sponsorizzato da Photo District News Magazine, Stati Uniti d’America. Ho vinto il 7 ° Vevey Internazionale di Fotografia di Grant dalla Svizzera nel 2009 e nello stesso anno, ho portato a casa l’internazionale ‘fotografo di viaggio del titolo dell’anno “alla International Travel Photographer del concorso dell’anno (TPOY 2009) nel Regno Unito, il più prestigioso riconoscimento in fotografia di viaggio. sono stato uno dei relatori della quinta globale Investigative Journalism Conference, tenutasi a Lillehammer, in Norvegia nel 2008 e così sono stato il primo del Bangladesh a Ted – TEDxOporto 2011, in Portogallo. Ero uno dei presidenti del “7 ° Forum dei leader emergenti del Giornalismoin Asia “, Yogyakarta / Indonesia “. Nel 2011 Nikon mi ha scelto come uno degli 8 influenzatori in Asia-Pacifico (APAC). La Presentazione del mio progetto lungo 10 anni e pubblicato come forma di libro “superstiti nel 2012, che ha recensito da prestigiosa rivista Geo. Ho eseguito come giuria in numerosi concorso fotografico internazionale come Amici della Terra Concorso Internazionale Foto (Paesi Bassi), il Worldwide fotografia Award Gala (UK), Garuda Indonesia World Photo Contest 2014, (Indonesia), Premio Fotografia Fine Art , Regno Unito, Siena internazionali Photography Awards – SIPA, (Italia) e molti altri. Ho fondato laFIRST LIGHT INSTITUTE OF PHOTOGRAPHY a Narayangonj (vicino a Dhaka), il Bangladesh nel mese di agosto 2013. Insieme ad ospiti maestri della fotografia, sto insegnando fotografia in workshop e seminari per aspiranti giovani fotografi a lezioni ragionevole. Il ricavo di tutte queste attività  sono dedicate  al fine di raggiungere il mio obiettivo finale di fornire un’istruzione di base per i bambini di strada. Ho iniziato a studiare questa arte e le tecniche, prima in Bangladesh e poi ho continuato i miei studi nelle Filippine presso Università Ateneo de Manila ha fatto il mio diploma in giornalismo multimediale. Crescere in un paese in via di sviluppo pieno di milioni di persone impoverite e bambini vittime di abusi, mi ha dato la possibilità di avere accesso agli angoli più bui del mondo. Sopraffatto con compassione ed empatia per le persone nelle mie fotografie, ero determinato a dare voce a chi non ha voce e lo hanno sentito in tutto il mondo. Tuttavia, ad un certo punto mi sono reso conto che nonostante le mie segnalazioni  delle ingiustizie dei diritti umani attraverso le mie immagini fossero crude ed evidenti non sono state comunque sufficienti a debellare o limitare gli effetti di questa piaga sociale. Ho più volte mi sono chiesto allora; quali cambiamenti hanno portato le mie foto per la vita dei miei soggetti di abusi e sofferenze? Sapevo che come fotoreporter che era mio dovere di dire la verità, ma oltre a questo, come essere umano ho creduto che fosse il mio dovere morale di trovare modi per alleviare il dolore di abuso e la povertà di quelle persone nelle mie fotografie. E ‘stato in quel momento che ho deciso di dedicarmi a quello che divenne più di 10 anni della mia vita a fotografare’ i superstiti. Ciò ha fatto si che auto-pubblicassi un libro fotografico raffigurante l’invincibilità dello spirito umano. Il ricavato del libro e le successive mostre servono e serviranno ad aiutare tutte le persone bisognose illustrate nel libro stesso al fine di aiutarli nei loro nuovi  progetti lavorativi  e di rendere loro e le loro famiglie autosufficienti. ( GMB AKASH )

 GMB AKASH

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Solo Exhibitions

  • Solo exhibition / book launch: First Light at the Bengal Gallery of Fine Arts. Dhaka, Bangladesh, 2006
  • “My Country, My People” at the Evangelische Stadtkirche Offenburg organized by the Evangelische Stadtkirchengemeinde, Pfarrer Peter Scherhans. Offenburg, Germany, 2007
  • “Dhaka- Hamburg” at the Town Hall Gallery. Hamburg, Germany, 2007
  • “The People from the Edge of the World” at the Town Hall Gallery. Castrop-Rauxel, Germany, 2007 GMB AKASH
  • “The Children from the Edge of the World” at the Hanes-Office. Brussels, Belgium, 2007
  • “Living on the Fringe” at the Der Spiegel Magazine Gallery. Hamburg, Germany, 2007
  • “Made in Bangladesh” in the Gallery of “Anti War House” in Sievershausen, Germany, 2007
  • Exhibition in the Press House of the Government. Berlin, Germany, 2007
  • Photo presentation “Bangladesh” on the Cap San Diego ship. In collaboration with Amnesty International. Hamburg, Germany, 2007
  • Photo presentation “Dangerous Photos” in the auditorium of the Gruner+Jahr Publishing House. In collaboration with GEO and Stern magazines. Germany, 2007
  • Photo presentation “Living on the Edge” in the auditorium of the Bonn University. In collaboration with Orient Asia. Bonn, Germany, 2007
  • “Made in Bangladesh” in the Regional Court Building, Baden Baden. In collaboration with the Justice Ministry, Germany, 2007
  • “Living on the Edge of Society”; the Gallery Kunstraum. Potsdam, Berlin, Germany, 2007
  • Photo presentation in FREELENS annual meetings 2007 at the Museum for Work. Hamburg, Germany, 2007
  • Charleston Center for Photography, South Carolina, US, 2009 GMB AKASH
  • “The Voice of the True Survivors” at the HAT’s Photo Art Gallery in Alessandria, Italy, 2009
  • Survivors at Alliance Française de Dhaka, 2009; Shanghai International Photo Festival, China, 2010; Galleria di Porta Pepice, Matera, Italy, 2010; The Portuguese center of Photography, Porto, Portugal, 2011; Anastasia Gallery, US, 2012;Lugano Photo Festival, Lugano, Switzerland, 2013
  • Soulscapes at the Bengal Gallery of Fine Arts, Dhaka, Bangladesh, 2010; Alliance Française de Chittagong, Bangladesh, 2010
  • “Born to work”, The images festival in Vevey, Switzerland, 2010
  • “Freedom to Create”, Cape Town, South Africa, 2011
  • My Mapless world, Art-Buvette APCd Gallery, Fribourg, Switzerland, 2013
  • Laos – A rural perspective at T’shop Lai Gallery, Organized by IFAD (International Fund for Agricultural Development) Vientiane, Laos, 2013
  • “Water: Desert and Monsoon” with Gaetano Plasmati at Galleria di Porta Pepice, Matera, Italy, 2013 GMB AKASH

Awards

  • 1997, Special award from 20th Photo contest in Asia and Pacific cultural center for UNESCO (ACCU) Japan
  • 1999, Excellence from 23rd Photo contest in Asia and Pacific cultural center for UNESCO (ACCU) Japan
  • 2000, Certificate of Merit from India International Print Circuit (IIPC)
  • 2000, Photographer of the Year, Aalock Group of Photographers, Dhaka, Bangladesh
  • 2002, Special award from international Asahi Shimbun photo contest, Japan
  • 2002, Humanity photo Award, China
  • 2002, third place, Press Foundation of Asia, Bangladesh Chapter, photo contest
  • 2002, World Press Photo Joop Swart Masterclass, the Netherlands
  • 2004, International Asahi Shimbun photo contest, Japan
  • 2004, Young Reporters Award, The Scope Photo Festival in Paris
  • 2004, First and second Place in Photojournalism section from Popular Photography magazine annual photo contest, US
  • 2004, World congress Photo contest, Oslo
  • 2005, 3rd and 4th place, Photographer’s forum magazine annual contest, US
  • 2005, “Best of Show” award from the Center for Fine Art Photography, Colorado, US
  • 2005, 1st, 2nd, 4th and 6th place from WHO (World Health Organization) photo contest 2005
  • 2005, Silver Medal from China international Press Photo Contest 2005 in their Daily life photo story category.
  • 2006, First place (total five prizes) from the Friends of the Earth photo contest, The Netherlands
  • 2006, World Press Photo award, The Netherlands
  • 2006, Golden Award from Asia Press photo Contest, China
  • 2006, First place, Photographer’s Forum magazine Annual photo contest, US
  • 2006, Finalist of Gordon Parks annual Photo Contest, US
  • 2006, Second place from the Gallery Art and Design annual photo contest, US
  • 2006, American Graphic Design award, 2006
  • 2006, Bronze and Honorable mention Award from China International Press photo contest, China
  • 2007, Third place from Days Japan international photography contest, Japan
  • 2007, Forth and Honorable mention from Photographer’s Forum magazine Annual photo contest, US
  • 2007, Golden award from Asia Press Photo Contest, China
  • 2007, UNICEF Photos of the Year, 2nd place.
  • 2009, Travel Photographer of the Year winner
  • 2010, CIWEM Environmental Photographer of the Year, Quality of Life winner
  • 2014, one of ten finalists in Lugano Photo Days contest, Switzerland GMB AKASH

 

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Lee Towndrow

Lee Towndrow

Lee Towndrow

photographer

IT – Lee Towndrow è un artista visivo residente a New York City, ha fotografato Lena Dunham, Martin Amis, Dan Brown, Michael Chabon, e Sheila Heti. E ‘stato il direttore della fotografia per la sequenza dei titoli e rievocazioni nel film Going Clear:Scientology and the Prison of Belief. Il suo lavoro è statp pubblicato nel Time Magazine, The Paris Review, Das Magazin. Ha lavorato come artista degli effetti visivi sul filmCarol (film), campagne commerciali per BMW,HONOR NYC, Morgan Stanley, TD Bank.

EN – Lee Towndrow is a visual artist based in New York City. He has photographed Lena DunhamMartin AmisDan BrownMichael Chabon, and Sheila Heti. He was the cinematographer for the title sequence and reenactments in the film Going Clear: Scientology and the Prison of Belief His work has appeared in Time Magazine,  The Paris Review, Das Magazin. He has worked as a visual effects artist on the feature film Carol (film), commercial campaigns for BMW, HONOR NYC, Morgan Stanley, TD Bank.

Cinematography

IT – Lee Towndrow ha lavorato come direttore della fotografia in tre film, tra cuiGoing Clear: Scientology and the Prison of BeliefMargaux Williamson‘s Teenager Hamlet, interpretato da Sheila Heti e Sholem Krishtalka. Nel 2010 ha collaborato con Gonzales,Peaches, Tiga e Adam Traynor sul film 2010Ivory Tower, che ha ricevuto una menzione speciale al Festival di Locarno in Svizzera. Ha anche fotografato video musicali per la Nazionale, Born Ruffians, Junior Boys e dei Grandi Laghi.

EN – Lee Towndrow worked as a cinematographer on three feature films, including Going Clear: Scientology and the Prison of BeliefMargaux Williamson‘s Teenager Hamlet, starring Sheila Heti and Sholem Krishtalka. In 2010 he collaborated with Gonzales, Peaches, Tiga and Adam Traynor on the 2010 film Ivory Tower, which received special mention at the Locarno International Film Festival in Switzerland. He has also photographed music videos for The NationalBorn Ruffians,  Junior Boys and The Great Lakes.

 Lee Towndrow

Visual Effects

IT – Lee Towndrow ha lavorato come artistaFlame e Smoke creazione di effetti visivi per il lungometraggio Carol (film), campagne pubblicitarie per BMW, l’onore di New York, Morgan Stanley, TD Bank.

EN – Lee Towndrow has worked as an Flame and Smoke  artist creating visual effects for the feature film Carol (film), advertising campaigns for BMW,  HONOR NYC, Morgan Stanley, TD Bank.

Lee Towndrow

other links

Applied Arts Photography Annual 2010

Lee Towndrow Facebook Artist Page

Someplace Nice Canadian agent

BRANSCH US Agent

Lee Towndrow’s website

Projects

Darkroom with Roberto Jacoby

I Am Europe Ivory Tower Trailer

Ivory Tower Information Page

Teenager Hamlet

official web site

 

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Ansel Adams

Ansel Adams

landscape photographer

 

EN – Ansel Easton Adams (San Francisco, February 20, 1902 – Carmel-by-the-Sea, April 22, 1984) was an American photographer. It is known for his black and white photographs of landscapes of America’s national parks and as the author of numerous books on photography, including the trilogy of technical manuals, The Camera, The Negative and The Print. In 1916, at age 14, while vacationing with his family to Yosemite National Park, receives a gift his first camera, a Kodak Brownie. The nature and photography will be then tied forever to his life. In 1919 he enrolled in the “Sierra Club”, one of the oldest and most important American environmental organizations. In 1928 he became the official photographer of the Sierra Club. In 1932 he founded the Group f/64 aiming at bringing together some photographers belonging to the so-called straight photography: John Paul Edwards, Imogen Cunningham, Preston Holder, Consuelo Kanaga, Alma Lavenson, Sonya Noskowiak, Henry Swift, Willard Van Dyke, and Edward Weston. The name postponing the minimum aperture lens that would have allowed the maximum depth of field and the accuracy of the details. In 1934 he joined the Board of Directors of the Sierra Club, and it will remain a member, together with his wife, for a lifetime. He is the author of many first ascents in the Sierra Nevada. His photographs are a testimony of what they were before the national parks of human intervention and mass travel. Adams invented the zone system, a technique that allows photographers to transpose the light they see into specific densities on the negative and on the paper, resulting in better control over finished photographs. He was also a pioneer of the idea of “visualization” of the finished print based on the values of light measured in the scene being photographed. The photographs in the book limited edition Sierra Nevada: The John Muir Trail, along with his testimony, have helped secure the designation of Sequoia and Kings Canyon as a national park in 1940. He was elected in 1966 member of the American Academy of Arts and Sciences. In 1980, President Jimmy Carter awarded him the Presidential Medal of Freedom, the highest civilian honor of his country. Publishing rights for the Adams’ photographs are held by administrators of Ansel Adams Publishing Rights Trust. In 1984, the “Minarets Wilderness” dell’Inyo National Forest was renamed “Ansel Adams Wilderness.” Mount Ansel Adams, a peak of 3,584 meters in the Sierra Nevada, so it was renamed in 1986.

IT – Ansel Easton Adams (San Francisco, 20 febbraio 1902 – Carmel-by-the-Sea, 22 aprile 1984) è stato un fotografo statunitense. È noto per le sue fotografie in bianco e nero di paesaggi dei parchi nazionali americani e come autore di numerosi libri di fotografia, tra cui la trilogia di manuali di tecnica, The Camera, The Negative e The Print. Nel 1916, all’età di 14 anni, durante una vacanza con la sua famiglia allo Yosemite National Park, gli viene regalata la sua prima macchina fotografica, una Kodak Brownie. La natura e la fotografia saranno da allora legate per sempre alla sua vita. Nel 1919 si iscrive al “Sierra Club”, una delle più antiche ed importanti organizzazioni ambientaliste americane. Nel 1928 diviene fotografo ufficiale del Sierra Club. Nel 1932 fonda il Gruppo f/64 allo scopo di riunire alcuni fotografi aderenti alla cosiddetta straight photography: John Paul Edwards, Imogen Cunningham, Preston Holder, Consuelo Kanaga, Alma Lavenson, Sonya Noskowiak, Henry Swift, Willard Van Dyke, ed Edward Weston. Il nome rimandava alla minima apertura del diaframma dell’obiettivo che avrebbe consentito la massima profondità di campo e la maggiore accuratezza dei dettagli. Nel 1934 entra nel Consiglio di Amministrazione del Sierra Club e ne resterà membro, insieme alla moglie, per tutta la vita. È autore di molte prime scalate sulla Sierra Nevada. Le sue fotografie sono una testimonianza di quello che erano i parchi nazionali prima degli interventi umani e dei viaggi di massa. Adams ha inventato il sistema zonale, una tecnica che permette ai fotografi di trasporre la luce che essi vedono in specifiche densità sul negativo e sulla carta, ottenendo così un controllo migliore sulle fotografie finite. È anche stato un pioniere dell’idea di “visualizzazione” della stampa finita basata sui valori di luce misurati nella scena che viene fotografata. Le fotografie nel libro a tiratura limitata Sierra Nevada: The John Muir Trail, insieme alla sua testimonianza, hanno contribuito ad assicurare la designazione del Sequoia and Kings Canyon come parco nazionale nel 1940. Fu eletto nel 1966 membro dell’American Academy of Arts and Sciences. Nel 1980 il presidente Jimmy Carter lo insignì della medaglia presidenziale della libertà, la più alta onorificenza civile del suo Paese. I diritti di pubblicazione per le fotografie di Adams sono detenuti dagli amministratori dell’Ansel Adams Publishing Rights Trust. Nel 1984, il “Minarets Wilderness” dell’Inyo National Forest venne ribattezzato “Ansel Adams Wilderness”. Il Monte Ansel Adams, una cima di 3.584 metri nella Sierra Nevada, venne così ribattezzato nel 1986.

www.anseladams.com

ansel-adams ansel-adams ansel-adams ansel-adams

 

Cotonificio  Amman

Cotonificio Amman

Cotonificio  Amman

Massimiliano Scarpa

photograper

Cotonificio  Amman

 

Massimiliano Scarpa photographerCotonificio veneziano 2010 1

Massimiliano Scarpa photographerCotonificio veneziano 2010 1

 

Cotonificio  Amman tramonto, Massimiliano Scarpa Photographer

 

IT – Cotonificio  Amman – Scatto realizzato nel 2010 da Massimiliano Scarpa presso il Cotonificio Veneziano Pordenonese durante la stagione invernale.

EN – Architectural photo shoot, built in 2010 by Massimiliano Scarpa at theVenezian Cotton Mill  during the winter season.

Cotonificio  Amman

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Il tempo

Il  Tempo – Massimiliano Scarpa photographer

Il tempo

Massimiliano Scarpa photographer

Il tempo passa ma i sentimenti restano  – Pordenone piazza Risorgimento 2010

A volte fotografando ti distrai un attimo e scopri situazioni straordinarie..  E non puoi fare a meno di scattare.

Il Tempo - Massimiliano Scarpa photographer

Massimiliano Scarpa photographer – il Tempo – 2010 – Pordenone

Massimiliano Scarpa photographer

http://www.istantidigitali.com
http://www.massimilianoscarpa.com

Il  Tempo – Massimiliano Scarpa photographer

massimiliano scarpa photographer

Massimiliano Scarpa

Massimiliano Scarpa

Massimiliano Scarpa

 

IT – Nato a Pordenone il 18 Giugno 1971 da madre operaia e padre Geometra, si avvicina  al mondo della fotografia gia in tenera età,  utilizzando  le vecchie reflex del padre, le pellicole di qualità al tempo costavano molto, per necessità quindi iniziò a scattare numerose foto in  bianco e nero, tanto che, ancora oggi, continua preferibilmente a scattare in monocromia, ormai non per un fatto puramente economico ma per un fatto di puro piacere e di stile,  da lui considerato elegante  e carico di carattere. Verso la fine degli anni Novanta per motivi professionali interrompe l’attività fotografica, limitandosi a qualche scatto occasionale, pausa derivata anche all’introduzione delle camere digitali, un periodo comunque difficile e bizzarro per la fotografia, la qualità delle macchine digitali era piuttosto scarsa, tanto che molti fotografi al tempo continuavano ad utilizzare reflex a pellicola. Finalmente verso il 2003 il mercato propone corpi macchina più prestanti e supporti di memoria capienti, ed è proprio in quel periodo che si riavvicina alla fotografia iniziando un nuovo percorso, sempre legato al bianco e nero. I temi riprodotti nei suoi scatti sono molteplici, non esiste un vero tema o filone artistico, semplicemente il fotografare qualsiasi soggetto o contesto possa averlo attirato in quel preciso istante.

EN – Born in Pordenone 18 June 1971 by the working mother and father Surveyor, approaching the world of photography already at an early age, using the old father reflex cameras, in that time the quality photographic film was much expansive, by necessity then began to take several photos black and white, so much so that, even today, continues to take preferably mono, now not for a purely economic but as a matter of pure pleasure and style, which he considered elegant and full of character. In the late nineties for professional reasons interrupts the photographic activity, merely occasional snap, pause also due to the introduction of digital cameras, a period still difficult and weird for photography, the quality of digital cameras was pretty poor, so much so that many photographers at the time continued to use film cameras. Finally towards 2003 the market offers higher performance camera bodies and capacious storage media, and it is precisely at this time that gets closer to photography beginning a new course, always linked to black and white. The themes played in his shots are varied, there is no real theme or artistic trend, simply the photograph any subject or context, may have attracted at that precise moment.
Massimiliano Scarpa photographer self portrait 2015

Massimiliano Scarpa photographer self portrait 2015 – Comelico Superiore – Campotrondo Valgrande

IT – Non vi sono molti documenti ed opere fotografiche presenti in rete o media in quanto l’attività fotografica da Massimiliano Scarpa veniva considerata come una sorta di valvola di sfogo, un modo diverso di distrarre la mente e divertirsi in compagnia di colleghi ed amici… molto spesso anche estranei. Solo recentemente sono state pubblicate alcune fotografie, in occasione di alcuni eventi culturali e un esposizione in partiolare in Trieste, ” Le Vie Delle Foto “. Dal 2002 ad oggi ha avuto la possibilità di scattare con diverse fotocamere, ognuna utilizzata in base alla tipologia di servizio o di scatto. Per la street photography ha lavorato frequentemente con corpi Fuji ( EX1-2 e Xpro ), in altre situazioni per necessità di spazio e comodità come per le foto esposte in occasione de” Le Vie Delle Foto ” , ha utilizzo una Ricoh GR di vecchia produzione ( 2005 ), una macchina dal sensore veramente piccolo ma con un ottica di altissima qualità d’immagine ed elevato  contrasto tale da restituire fotografie creative e dettagliate.

EN – There aren’t many documents and photographic works on the network or media as the photographic work of Massimiliano Scarpa because he consider it as a kind of escape valve, a different way to distract your mind and have fun in the company of colleagues and friends. .. very often strangers. Only recently some photographs have been published on the occasion of some cultural events and an exhibition  in Trieste,” Le Vie Delle Foto ” ( The Ways Of Photos ) Since 2002 he has had the opportunity to shoot with different cameras, each used according to the type of service or shooting. For street photography has worked frequently with Fuji bodies (EX1-2 and Xpro), in other situations need for space and comfort as per the photos shown on the occasion of “The Streets Of Photos”, it uses a Ricoh GR old production (2005), a machine from really small sensor but with a high quality optical image, high contrast, such as to return creative and detailed photographs.

Massimiliano Scarpa photographer

Massimiliano Scarpa photographer self portrait 2015 – Comelico Superiore – Campotrondo Valgrande

Some particolar photos

 

MASSIMILIANO SCARPA photographer Oporto 2012 wife portrait

MASSIMILIANO SCARPA photographer Oporto 2012 wife portrait

MASSIMILIANO SCARPA photographer

MASSIMILIANO SCARPA photographer – Moreno Baradel photographer portrait – 2009

MASSIMILIANO SCARPA photographer portrait - Elisa Siciliotti 2012

MASSIMILIANO SCARPA photographer portrait – Elisa Siciliotti 2012

MASSIMILIANO SCARPA photographer- Moreno Baradel photographer portrait 2014

MASSIMILIANO SCARPA photographer- Moreno Baradel photographer portrait 2014

MASSIMILIANO SCARPA photographer- Portogallo Lisbona 2012

MASSIMILIANO SCARPA photographer- Portogallo Lisbona 2012 – His Wife in Alfama

MASSIMILIANO SCARPA photographer- Portogallo Oporto Ponte Dom Luis I - 2012

MASSIMILIANO SCARPA photographer- Portogallo Oporto Ponte Dom Luis I – 2012

 

ITALIA ART MAGAZINE

LE VIE DELLE FOTO

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Official web site

 

Massimiliano Scarpa

Michael Kenna

Michael Kenna

Michael Kenna

Michael Kenna

 

EN – Michael Kenna (born 1953) is an English photographer best known for his black & white, unusual, landscapes with ethereal light achieved by photographing at dawn or at night with exposures of up to 10 hours.  Kenna attended Upholland College in Lancashire, the Banbury School of Art in Oxfordshire, and the London College of Printing. In the 1980s, he moved to San Francisco and worked as Ruth Bernhard‘s printer.  Since about 1986 he has mainly used Hasselblad medium format and Holga cameras and this accounts for the square format of most of his photographs. The main exception was for the photographs in Monique’s Kindergarten for which a 4×5 large format camera was employed. His work has been shown in galleries and museum exhibitions in Asia, Australia and Europe. He has photographs in the collections of the National Gallery of Art in Washington, D.C., the Patrimoine photographique inParis, the Museum of Decorative Arts in Prague, and the Victoria and Albert Museum in London. His photography of the ruins of concentration camps was featured in the opening credits of the Holocaust film Esther’s Diary(2010). In 2000, the Ministry of Culture in France made Kenna a Chevalier in the Order of Arts and Letters.

ITMichael Kenna (nato nel 1953) è un fotografo inglese noto per i suoi scatti in bianco e nero,  alquanto insoliti, soprattutto paesaggi fiabeschi illuminati da una luce eterea tipica  dell’alba o della notte, con esposizioni lunghissime addirittura fino a 10 ore. Kenna frequentato l’Upholland College nel Lancashire, la Scuola d’Arte Banbury nell’Oxfordshire, e il London College of Printing. Nel 1980, si trasferisce a San Francisco e lavorando come stampatore di Ruth Bernhard. Dal momento che nel 1986 si  utilizzavano principalmente dorsi Hasselblad a medio formato e Holga si spiega il  il motivo per cui il formato quadrato rappresentava la maggior parte delle sue fotografie. Eccezione principale è stata fatta per le fotografie nella scuola materna di Monique per i quali è stato impiegato un formato  4 × 5  su fotocamera di grande formato. Il suo lavoro è stato esposto in gallerie e esposizioni museali in Asia, Australia ed Europa. Ha fotografie nelle collezioni della Galleria Nazionale d’Arte a Washington, il Patrimoine Photographique di Parigi ed il Museo delle Arti Decorative di Praga, e il Victoria and Albert Museum di Londra. La sua fotografia delle rovine dei campi di concentramento è stato descritto nei titoli del film Shoah diario di Esther (2010) di apertura. Nel 2000, il Ministero della Cultura in Francia ha fatto Kenna Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere.

Michael Kenna

 

Michael Kenna

 

Publications

  • Michael Kenna Photographs. Stephen Wirtz Gallery and The Weston Gallery, 1984
  • The Hound of the Baskervilles. Arion, 1985; Northpoint, 1986
  • 1976-1986. Gallery Min, 1987
  • Night Walk. Friends of Photography, 1987
  • Michael Kenna. Min Gallery, 1990
  • Le Desert de Retz. Arion, 1990
  • The Elkhorn Slough and Moss Landing. The Elkhorn Slough Foundation, 1991
  • A Twenty Year Retrospective. Treville, 1994; Portland, OR: Nazraeli, 2002
  • The Rouge. Ram, 1995
  • The Silverado Squatters. Arion, 1996
  • Monique’s Kindergarten. Portland, OR: Nazraeli, 1997
  • Le Notre’s Gardens. The Huntington Library, Art Collections Library and RAM Publishing, 1997 and 1999
  • Night Work. Portland, OR: Nazraeli, 2000
  • Impossible to Forget: The Nazi Camps Fifty Years After. Marval; Nazraeli, 2001
  • Easter Island. Portland, OR: Nazraeli, 2001
  • Japan. Portland, OR: Nazraeli; Treville Editions, 2002
  • Calais Lace. Portland, OR: Nazraeli, 2003
  • Boarding School. Portland, OR: Nazraeli, 2003
  • Ratcliffe Power Station. OR: Nazraeli, 2004
  • Retrospective Two. Portland, OR: Nazraeli; Treville Editions, 2004
  • Hokkaido. Portland, OR: Nazraeli, 2005
  • Montecito Garden. Portland, OR: Nazraeli, 2007
  • Mont St Michel. Portland, OR: Nazraeli, 2007
  • Mont-Saint-Michel. 21st, 2007
  • Images of the Seventh Day, 2011
  • In France. Portland, OR: Nazraeli, 2012

 

Michael Kenna

Michael Kenna

 

 

 

 

http://www.michaelkenna.net/

Michael Kenna

Saul Leiter 12

Saul Leiter

Saul Leiter

Saul Leiter

 

ITSaul Leiter (3 dicembre 1923 – 26 novembre 2013) è stato un fotografo americano e pittore i cui primi lavori negli anni 1940 e 1950 diedero un importante contributo a quella che poi  divenne la scuola di New York della fotografia. Il suo lavoro è nelle fotografie di molte prestigiose collezioni sia pubbliche che private. Leiter nasce a Pittsburgh, in Pennsylvania. Suo padre era un noto studioso di Talmud e Saul studiò per diventare  rabbino. Sua madre gli diede la prima macchina fotografica all’età di 12 anni a 23 anni, lasciò la scuola di teologia trasferendosi a New York per diventare un artista. Sviluppò un precoce interesse per la pittura ed ebbe la fortuna di incontrare il pittore espressionista astratto Richard Pousette-Dart. Pousette-Dart e W. Eugene Smith che lo incoraggiarono  ad avvicinarsi al mondo della fotografia, iniziando a scattare foto in bianco e nero con 35 mm Leica, che acquisitò per un paio di stampe Eugene Smith. Nel 1948, iniziò a scattare fotografie a colori, costituendo un  l’associazione con altri fotografi contemporanei come Robert Frank e Diane Arbus e contribuendo a formare quello che Jane Livingston definì come la Scuola di fotografia di New York. Leiter lavorò come fotografo di moda per i successivi 20 anni, con numerose pubblicazioni in Show, Elle, Vogue britannico, la regina, e Nova. Alla fine del 1950 la direzione artistica Henry Wolf pubblico’ il lavoro di moda il colore di Leiter in Esquire e poi in Harper Bazaar. Edward Steichen incluso fotografie in bianco e nero di Leiter  presso il Museum of Modern Art nel 1953.

EN – Saul Leiter (December 3, 1923 – November 26, 2013) was an American photographer and painter whose early work in the 1940s and 1950s was an important contribution to what came to be recognized as the New York school of photography. His work is in the collections of many prestigious public and private collections. Leiter was born in Pittsburgh, Pennsylvania. His father was a well known Talmud scholar and Saul studied to become a Rabbi. His mother gave him the first camera at age 12. At age 23, he left theology school and moved to New York City to become an artist. He had developed an early interest in painting and was fortunate to meet the Abstract Expressionist painter Richard Pousette-Dart. Pousette-Dart and W. Eugene Smith encouraged Leiter to pursue photography and he was soon taking black and white pictures with a 35 mm Leica, which he acquired for a few Eugene Smith prints. In 1948, he started taking color photographs. He began associating with other contemporary photographers such as Robert Frank and Diane Arbus and helped form what Jane Livingston has termed the New York School of photographers during the 1940s and 1950s. Leiter worked as a fashion photographer for the next 20 years and was published in Show, Elle, British Vogue, Queen, and Nova. In the late 1950s the art director Henry Wolf published Leiter’s color fashion work inEsquire and later in Harper’s BazaarEdward Steichen included Leiter’s black and white photographs in the exhibition Always the Young Stranger at the Museum of Modern Art in 1953.

Saul Leiter

 

EN – Leiter’s work is featured prominently in Jane Livingston’s book The New York School (1992) and in Martin Harrison’s Appearances: Fashion Photography since 1945 (1991). In 2008, The Foundation Henri Cartier-Bresson in Paris mounted Leiter’s first museum exhibition in Europe with an accompanying catalog. Leiter is the subject of a 2012 feature-length documentary In No Great Hurry – 13 Lessons in Life with Saul Leiter, directed and produced by Tomas Leach. Leiter is a featured subject, among others, in the documentary film Tracing Outlines (2015) by 2nd State Productions.Martin Harrison, editor and author of Saul Leiter Early Color (2006), writes, “Leiter’s sensibility . . . placed him outside the visceral confrontations with urban anxiety associated with photographers such as Robert Frank or William Klein. Instead, for him the camera provided an alternate way of seeing, of framing events and interpreting reality. He sought out moments of quiet humanity in the Manhattan maelstrom, forging a unique urban pastoral from the most unlikely of circumstances.”Leiter died on 26 November 2013 in New York City. He is represented in New York by the Howard Greenberg Gallery.

IT – L’opera di Leiter occupa un posto di rilievo nel libro di Jane Livingston The New York School (1992) e nelle apparenze di Martin Harrison: fotografia di moda dal 1945 (1991). Nel 2008, la Fondazione Henri Cartier-Bresson a Parigi allestì la prima mostra museale di Leiter in Europa, con un catalogo di accompagnamento. Leiter è il soggetto di un documentario  realizzato nel 2012, un lungometraggioIn No Great Hurry – 13 Lessons in Life with Saul Leiter, diretto e prodotto da Tomas Leach. Leiter  è stato introdotto, tra gli altri, nel film documentarioTracing Outlines (2015) by 2nd State Productions. Martin Harrison, editore e autore di Saul Leiter Early Color (2006), scrive: “la sensibilità di Leiter… Lo hanno collocato al di fuori degli scontri viscerali associata a fotografi come Robert Frank o William Klein. Invece, per lui la fotocamera ha regalato un modo alternativo di vedere, di inquadrare ed isolare gli eventi, rendendolo un ottimo interprete della realtà. Ha cercato momenti di vita carichi di umanità e tranquilla nel vortice sociale della città di Manhattan, forgiando un aspetto urbano unico e dettagliato. “Leiter ci lascia il 26 novembre 2013 a New York City. Egli è rappresentato a New York presso la Howard Greenberg Gallery.

 

Saul Leiter

Saul Leiter

Publications

Early Color. Introduction by Martin Harrison.

Göttingen: Steidl, 2006.

Göttingen: Steidl, 2013.

Saul Leiter.

Paris: Delpire, 2007. Photo Poche series.

London: Thames & Hudson, 2008. Photofile series.

Early Black and White.

Göttingen: Steidl, 2008.

Göttingen: Steidl; Howard Greenberg Gallery, 2014. Two volumes, boxed edition. By Max Kozloff, edited by Howard Greenberg and Bob Shamis with the assistance of Margit Erb, with an additional essay by Jane Livingston.

Saul Leiter. Göttingen: Steidl, 2008. Preface by Agnès Sire.

Photographs and Works on Paper. Antwerp: Fifty One Publication, 2011.

Here’s more, why not?. Antwerp: Fifty One Publication, 2013.

Saul-Leiter-Lumiere-2

Exhibitions

1944: Ten Thirty Gallery, Cleveland.

1945: The Outlines Gallery, Pittsburgh.

1947: Butler Institute of American Art, Youngstown, OH.

1950s: Tanager Gallery, New York.

1954: Emerging Talent. Curated by Clement Greenberg. Samuel Koontz Gallery, New York.

1972: Midtown Y, New York.

1984: Gallery Lafayette, New York.

1985: Gallery Lafayette, New York.

1993: Howard Greenberg Gallery, New York.

1994: Howard Greenberg Gallery, New York.

1997: Saul Leiter, In Color. Martha Schneider Gallery, Chicago.

1997: Saul Leiter, In Color. Howard Greenberg Gallery, New York.

2004: Saul Leiter, In Color. Staton Greenberg Gallery, Santa Barbara.

2005: Saul Leiter, Early Color. Howard Greenberg Gallery, New York.

2006: The Fashion Photographs of Saul Leiter, Festival of Fashion Photography, Hyères, France.

2006: Saul Leiter, Color, Fifty One Fine Art Photography, Antwerp.

2006: In Living Color, Photographs by Saul Leiter, Milwaukee Art Museum.

2007: Saul Leiter, Early Color, University of Maine Museum of Art, Bangor.

2008: Saul Leiter, Galerie Camera Obscura, Paris.

2008: Saul Leiter, Faggionato Fine Arts, London.

2008: Saul Leiter, Howard Greenberg Gallery, New York.

2008: Saul Leiter, Jackson Fine Art, Atlanta.

2008: Saul Leiter, Galleria C arla Sozzani, Milan.

2008: Saul Leiter, Foundation Henri Cartier-Bresson, Paris.

2009: Saul Leiter, Fifty One Fine Art Photography, Antwerp.

2010: Saul Leiter, Mois de la Foto, Paris.

2011: Saul Leiter, New York Reflections, Jewish Historical Museum, Amsterdam.

2011: Saul Leiter, Early Color, Musée de l’Elysée, Lausanne

2011: Saul Leiter, Photographs and works on paper, Fifty One Fine Art Photography, Antwerp.

2012: Saul Leiter, Retrospective, Deichtorhallen Hamburg.

2013: Saul Leiter, Here’s more, why not, Fifty One Fine Art Photography, Antwerp.

2013: Saul Leiter, Black & white, Fifty One Fine Art Photography, Antwerp.

2013: Saul Leiter, Kunst Haus Wien.

2015: Homage to Saul Leiter, Fifty One gallery, Antwerp.

Collections

Addison Gallery of American Art

The Albertina Museum, Vienna

Amon Carter Museum, Fort Worth

Art Institute of Chicago

Baltimore Museum of Art, Baltimore

Milwaukee Art Museum

Museum of Fine Arts, Boston

The Museum of Fine Arts, Houston

Museum of Modern Art, New York

National Gallery of Art, Washington, D.C.

St. Louis Art Museum, St. Louis

Staatliche Museen Zu Berlin

Victoria & Albert Museum, London

Whitney Museum of American Arts, New York

Tina-Modotti mani

Tina Modotti

Tina Modotti

Tina Modotti

street photography

 

EN – Assunta Adelaide Luigia Modotti Mondini, better known as Tina Modotti (Udine, August 17, 1896 – Mexico City, January 5, 1942), was an Italian photographer and actress. He was an artist, intellectual. It was, above all, a photographer. He was among the first in the world, she came from a poor region and insignificant compared to the size of the world, to understand the social value of an image, its strength of complaint. Reading the life of Tina Modotti will make extraordinary encounters, photographers Jane Reece, Johan Hagemeyer, Robert Capa, Edward Weston, who portrayed her in a nude beautiful, the great Mexican painters Diego Rivera, Clemente Orozco, activists like Vittorio Vidali met during a protest demonstration after the death sentence of Sacco and Vanzetti, writers like John Dos Passos, André Malraux, Hemingway. Tina has lived in Paris, Moscow, Vienna, Madrid. He has participated in the one who involved, the Spanish Civil War, the Red Relief International, organizational commitment always combined art, passion for image. Mexico was the great love of Tina, Tina Modotti when he arrived in Mexico with her partner Edward Weston, in 1923, the revolution had already ended, but the spirit and the revolutionary ideals were still living in the artistic movement called Mexicanidad, which had produced a cultural renaissance across the country. Weston is that Modotti are photographers-artists, but if the photos taken in Mexico by Weston are more pictorial, those of Tina capture details directly related to the company and to the lives of the poor, women and children. Are details of hands working, as the number of puppeteers that hold the wires.

IT – Assunta Adelaide Luigia Modotti Mondini, meglio conosciuta come Tina Modotti (Udine, 17 agosto 1896 – Città del Messico, 5 gennaio 1942), è stata una fotografa e attrice italiana. Fu artista, intellettuale. Fu, soprattutto, fotografa. Fu tra i primi al mondo, lei che veniva da una regione povera e insignificante rispetto alla grandezza del mondo, a capire il valore sociale di un’immagine, la sua forza di denuncia. Leggendo la vita di Tina Modotti si fanno incontri straordinari, i fotografi Jane Reece, Johan Hagemayer, Robert Capa, Edward Weston, che la ritrasse in un nudo bellissimo, i grandi pittori messicani Diego Rivera, Clemente Orozco, attivisti come Vittorio Vidali conosciuto durante una manifestazione di protesta dopo la condanna a morte di Sacco e Vanzetti, scrittori come John Dos Passos, André Malraux, Hemingway. Tina ha vissuto a Parigi, Mosca, Vienna, Madrid. Ha partecipato a quello che l’ha coinvolta, la guerra civile spagnola, il soccorso rosso internazionale, l’impegno organizzativo sempre unito all’arte, alla passione per l’immagine. Il Messico fu il grande amore di Tina, quando Tina Modotti arrivò in Messico insieme al suo compagno Edward Weston, nel 1923, la rivoluzione si era già conclusa, ma lo spirito e gli ideali rivoluzionari vivevano ancora nel movimento artistico denominato Mexicanidad, che aveva prodotto una rinascita culturale in tutto il paese. Sia Weston che Modotti sono fotografi-artisti, ma se le foto scattate in Messico da Weston sono più pittoriche, quelle di Tina colgono particolari direttamente legati alla società e alla vita di poveri, donne e bambini. Sono dettagli di mani che lavorano, come la serie di burattinai che reggono i fili.

tina modotti

tina modotti

www.modotti.com

 

Massimiliano Scarpa Photographer Mercado do Bolhao 2012  - 8 di 8

Mercado do Bolhão

Bolhão

Mercado do Bolhão

Portugal 2012

Massimiliano Scarpa photography

 subject : Mercado do Bolhão

Black and White

IT – Il Mercado do Bolhão è uno degli edifici piu’ simbolici del centro storico di Oporto ma non solo è anche il mercato più importante della città, l’edificio fu progettato nel 1850 dell’architetto António Correia da Silva mentre la sua inaugurazione risale al 1914. Di evidente stile neoclassico, è caratterizzato da un corpo di fabbrica unico distribuito su due piani ed una piazza centrale a cielo aperto e un gran numero di attività commerciali alimentari nei porticati e nelle aree interne, verso le quattro strade che lo delimitano (Fernandes Tomás a Nord, Alexandre Braga ad Est, Formosa a Sud e Sá da Bandeira ad ovest). É stato classificato come edificio di alto interesse storico, ma anche di interesse pubblico solamente dal 2006 e, anche se attualmente si trova in elevato stato di degrado, è una delle principali sfide di ristrutturazione urbana a Oporto. Ancora oggi rifornisce gli abitanti di Oporto di pesce, carne, verdure e fiori; è un luogo visitato da politici e personaggi pubblici in varie occasioni e da innumerevoli turisti. EN – The Mercado do Bolhão is one of the buildings more ‘symbolic of the historic center of Oporto, but not only is the most important market of the city, the building was designed in 1850 by architect António Correia da Silva as his active since 1914. clear neoclassical style, is characterized by a unique body of the building on two floors and a central square in the open and a large number of food businesses in the arcades and in the inland areas, around four streets that surround it (Fernandes Tomás north, Alexandre Braga in the East, South and Formosa to Sá da Bandeira west). It was classified as historically interesting building, but also of public interest only since 2006 and, although currently is in high state of degradation, it is one of the main challenges of urban restructuring in Porto. Still it supplies the inhabitants of Oporto fish, meat, vegetables and flowers; It is a place visited by politicians and public figures in various occasions and by countless tourists.

Massimiliano Scarpa Photographer Mercado do Bolhao 2012 oporto Portugal

Massimiliano Scarpa Photographer Mercado do Bolhao 2012 oporto Portugal

Massimiliano Scarpa Photographer Mercado do Bolhao 2012 oporto Portugal

Massimiliano Scarpa Photographer Mercado do Bolhao 2012 oporto Portugal

Massimiliano Scarpa Photographer Mercado do Bolhao 2012 oporto Portugal

Massimiliano Scarpa Photographer Mercado do Bolhao 2012 oporto Portugal

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Massimiliano Scarpa Photographer Mercado do Bolhao 2012  - 9 di 22

Mercado do Bolhão

Bolhão

Mercado do Bolhão

Portugal 2012

Massimiliano Scarpa photography

 subject : Mercado do Bolhão

IT – Il Mercado do Bolhão è uno degli edifici piu’ simbolici del centro storico di Oporto ma non solo è anche il mercato più importante della città, l’edificio fu progettato nel 1850 dell’architetto António Correia da Silva mentre la sua inaugurazione risale al 1914. Di evidente stile neoclassico, è caratterizzato da un corpo di fabbrica unico distribuito su due piani ed una piazza centrale a cielo aperto e un gran numero di attività commerciali alimentari nei porticati e nelle aree interne, verso le quattro strade che lo delimitano (Fernandes Tomás a Nord, Alexandre Braga ad Est, Formosa a Sud e Sá da Bandeira ad ovest). É stato classificato come edificio di alto interesse storico, ma anche di interesse pubblico solamente dal 2006 e, anche se attualmente si trova in elevato stato di degrado, è una delle principali sfide di ristrutturazione urbana a Oporto. Ancora oggi rifornisce gli abitanti di Oporto di pesce, carne, verdure e fiori; è un luogo visitato da politici e personaggi pubblici in varie occasioni e da innumerevoli turisti. EN – The Mercado do Bolhão is one of the buildings more ‘symbolic of the historic center of Oporto, but not only is the most important market of the city, the building was designed in 1850 by architect António Correia da Silva as his active since 1914. clear neoclassical style, is characterized by a unique body of the building on two floors and a central square in the open and a large number of food businesses in the arcades and in the inland areas, around four streets that surround it (Fernandes Tomás north, Alexandre Braga in the East, South and Formosa to Sá da Bandeira west). It was classified as historically interesting building, but also of public interest only since 2006 and, although currently is in high state of degradation, it is one of the main challenges of urban restructuring in Porto. Still it supplies the inhabitants of Oporto fish, meat, vegetables and flowers; It is a place visited by politicians and public figures in various occasions and by countless tourists.

Massimiliano Scarpa Photographer Mercado do Bolhão 2012 Oporto Portugal

Massimiliano Scarpa Photographer Mercado do Bolhão 2012 Oporto Portugal

Massimiliano Scarpa Photographer Mercado do Bolhão 2012 Oporto Portugal

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